martedì 1 maggio 2012

Il mio primo giorno di lavoro


Ebbene si, oggi Lindsey Kollack - ingegnere informatico- dopo anni di scervellamento sui libri di matematica, interrogazioni e test di tecnologia,esami e congressi in tutto il mondo, la sottoscritta trova lavoro in .....(rullo di tamburi)..... una rivista di moda.

Tutto è iniziato così ....

Ieri mattina mia madre mi dice: - Lindsey, se non riesci a trovare un lavoro come ingegnere informatico prova con qualcos'altro no? Guarda Queen. Lei ha trovato lavoro in un Atelier, ogni giorno aiuta le spose a trovare l'abito perfetto. Tu sei una bella ragazza e in più sei ingamba perchè non provare a fare l'hostess oppure la ragazza immagine.....-

- Mamma, non voglio fare la ragazza immagine e nemmeno la hostess di qualche compagnia aerea , mi sono laureata in ingegneria informatica e voglio fare quello per cui ho studiato.- rispondo io con tono seccato.E' vero che ho pensato di trovare un lavoro facilmente e non è stato così, ma appena mamma è uscita dalla stanza ho afferrato il giornale e,armata di evidenziatore, ho dato la caccia a ogni lavoro dignitoso. Su 25 possibbilità lavorative le uniche che non mi hanno fatto schifo sono state solo 3.

Perfortuna ero pronta a uscire. Scendendo le scale cercavo di visualizzare il percorso che avrei dovuto fare per il lavoro n° 1 : segretaria di una azienda informatica.

Con tutta la fierezza e la sicurezza di me che ho, dopo 15 minuti a tentare di capire dove sia effettivamente Viale Wanda di siena, attraverso la strada e chiedo in un bar. Tralasciando l'accento polacco del commesso , lasciando stare l'interpretazione di alcuni nomi che (con un po' di sforso) si possono capire e passando sopra il rimpiazzamento di destra e sinistra con i gesti, HO APPRESO CHE L'AZIENDA SI TROVA DALL'ALTRAPARTE DELLA CITTA'.

Lavoro n° 2: commessa in un negozio di informatica.

Riattraverso la strada tornando, al punto di partenza, e con mezzora d'autobus sono arrivata nel piccolissimo negozietto di informatica che aveva mandato l'annuncio sul giornale. Entro e l'odore di chiuso assale la mia mente, un ragazzino di 18 anni mi chiede - Desidera?- . -Sono qui per il posto di lavoro come commessa, ho anche il mio curri...- rispondo

-No guarda stamattina abbiamo già preso la ragazza , è perfetta e domani ritireremo l'annuncio- dice imbarazzato il 18enne.

-Ok- rispondo uscendo.-Merda- penso all'istante. Non mi restava che una possibilità: la rivista di moda; che orrore.
Dio mio, non volevo,non volevo veramente ma, ho bisogno di soldi,magari cambierò lavoro tra un anno oppure tra un mese...  Dopo aver aspettato anni l'autobus, dopo aver sopportato l'ascella di quello accanto a me sono arrivata finalmente in un grattacielo pieno di belle ragazze tutte messe in tiro. Oh mamma sembra una scena de Il Diavolo Veste Prada.  Entro e il Segretario della hall mi dice: - Scusa dove pensi di andare?-
- Ah, scusa sono Lindsey Kollack, vengo per il posto di lavoro- rispondo stringendogli la mano
- Hanry Fellimad, piacere- respiro- Allora tu saresti disposta a lavorare qui per passione o per carriera?-
La mia mente pensava: -nessuna delle due- ma  la mia bocca disse :
- un po' per entrambe-
-Allora faresti bene ad andare ora al diciassettesimo e chiedere di chi sai tu-
Le mie doti recitative sopprimono la mia faccia da punto interrogativo e fanno spazio a un espressione di contentezza e gratitudine , concluse con:
- Grazie-
Mi avvio nel lungo e grosso corridoio osservando le persone frenetiche che vi sono là dentro , in qualche modo riesco ad entrare dentro l'ascensore affolato , quando giro lo sguardo per poi spingere il bottone del 17esimo piano, mi accorgo che per la maggiorparte delle ragazze dentro questo ambiente sono una : nanetta di soli 175 centimetri-sensa tacchi, vestita con un abitino verde e una cinta,borsa,scarpe, elastico per capelli marroni il tutto in allegato con una treccia bionda e degli occhi marroncini. Odio il mondo della moda.
Tornando a noi, sfuttando le doti che la mia intelligenza mi offre, una volta uscita  fermo una modella e le chiedo :
-scusa lei dov'è?-
-chiedi a quel signore la'- mi risponde indicando un uomo di bassa statura.
-grazie- aggiungo io dirigendomi verso lui.
-scusa, lei dov'è?- chiedo
- guarda, prova nel suo ufficio-risponde, si volta verso la mia faccia e capisce la mia situazione.
-dritto e poi a destra , te lo ritrovi di fronte- aggiunge.
-mille grazie- dico, tiro un sospiro di solievo e mi catapulto nell'uffico , nel suo ufficio.
Quando sto per aprire la porta di vetro,una voce irritata mi dice:
-perchè sei qua?non puoi entrare nell'ufficio di All sensa permesso- ottimo sapevo come si chiama lei e ora non mi restava che spiegare perchè ero là.
-colloquio- continuo io .
-scusa ti puoi togliere gli occhiali?- oh no, ero quasi riuscita a farla franca, ho una congiuntivite stratosferica, i miei grossi Carrera la nascondono benissimo ma sensa....
-scusami, ho una congiuntivite veramente brutta,non posso-
-ok ma aspetta lì,non intralciare, non parlare,evita di fare rumore che sta arrivando- ma io mi chiedo perchè non dire All al posto di un soggetto sotto inteso.
Dopo neanche 5 minuti arriva All , i suoi lunghi capelli biondi e le manate sui miei occhiali , non mi fanno vedere il viso della mia "capa".Aspetto altri 10 minuti e l'assistente/schiava mi fa un cenno; a quel punto entro nell'enorme ufficio con le porte di vetro, lei è seduta dietro una grossa scrivania bianca,ora che ci penso tutto lì è bianco,comunque ha dei capelli lunghissimi, come i miei,è disordinata e....mi da' le spalle.
-Dimmi-
-Salve, sono Lindsey Kollack,vengo per il posto come assistente,ho il mio curricuolum,sono laureata in ingegneria informatica e....- mi salta una lente a contatto e non ci vedo più nulla.
-perchè la moda?- chiede All
-Mah, mi sono sempre divisa tra la tecnologia e la moda- che falsità
A questo punto lei si gira (lo vedo dall'altro occhio) e io ritrovo la lente. Gli occhiali sono ancora più sporchi ma gli occhi spalancati di lei e l'incredulezza mia , la portano a dire:
-togliti gli occhiali-
Porto la mano alla montatura ed in men che non si dica: io sono uguale a lei.
-Tu...-esclama lei
-Tu...-contrabbatto io
-Siamo identiche- continua lei. Per un attimo mi sono scordata di avere la congiuntivite.
-Hai detto di chiamarti Lindsey Kollack,vero?-
-Si, lei è invece All ...-
-All Collins. Siediti,puoi darmi del tu-
-Ah ok, non so che altro dire...riguardo il lavoro però ti vorrei chiedere se posso avere una risposta-
-Ok, tornando al lavoro per me è un no ma  se vuoi darmi il tuo numero,così per qualche evenienza.-
Le do un bigliettino da visita (visto che professionalità ???? ) e saluto,esco dall'ufficio,guardo in basso,prendo l'ascensore e appena arrivata nella hall Henry Fellimad mi guarda sensa dire niente.
Attraverso con grosse falcate la porta, la strada e il corridoio dell'autobus ; mi aggrappo ad una maniglia e immediatamente il bus parte. Passate tre fermate un messaggio turba la mia quieta tristezza, quest'ultimo dice: sono la segretaria di All Collins, sei stata presa. Ti aspetto alle 6:00 am , puntuale. Jamie Jaquiline.
C'ero riuscita, avevo un posto di lavoro ora mi mancava solo di svegliarmi alle 4:30 di mattina ed essere bella che pronta alle 6:00 am. Nulla no?
A questo punto mi addormento e le 4 si fanno più che presto: mi lavo,mi vesto,mangio, metto le lenti a contatto, preparo la borsa, mi trucco (poco, perchè a quell'ora sono molto poco attiva) , esco di casa e prendo l'autobus; dopo 50 minuti sono arrivata in ufficio e aspetto.
Jamie arriva subito e mi da una lista di cose che devo fare, a mio parere sono tutte inutili ma, le faccio lo stesso. Credevo che fare tutte queste telefonate non fosse stancante e mi sbagliavo alla grande dal momento che quando ho finito erano le 15:00. Ho ripreso fiato e dei pacchi sono da consegnare ad All, come al solito tocca a me salire di altri 17 piani con tutto questo in mano,11 ragazze altissime e bellissime che fissano i miei Carrrera sporchi e ancora le scatole che ballano la salsa. Fatto questo vado da Dior a testare nuovi profumi che poi in realtà sono uguali a quelli precedenti,vado anche da Michael Kors a scegliere dei vestiti,mi dirigo da Sephora per ritirare i trucchi preordinati da All tutto questo per uno stupido servizio. La nipote vuole una gonna di Armani e da brava zia Lei ne ha fatte fare 2 su misura in modo che nessuno ne abbia una uguale. In oltre da ottima 11enne la ragazzina vuole anche un chihuahua taglia  borsetta che abbia un armadio tutto suo,una sua vasca da bagno e una serie di collari "per ogni occasione". Ore 17:00 ritiro bozzetti Chanel. Ovviamente la mia sosia vuole anche scoprire in anticipo cosa proporranno gli stilisti e per questo mi tocca andare dall'altra parte della città, incortare gente che non conoscono la pronuncia giusta  e che trovano fashion la erre moscia.Apparte questo ho scoperto che per ogni singolo capo , ogni singolo accessorio se non per ogni brillantino c'è un bozzeto completo di spiegazioni della scelta del colore,del materiale, del come indossarlo, di quando indossarlo e cosi via. Alle 18:30 torno in ufficio dove mi tocca rispondere a più telefonate contemporaneamente e parlare a raffica sensa mai bere neanche un goccio d'acqua.Fino alle 20:00 non tocco cibo anche se sto muorendo di fame, oggi non ho avuto tempo per mangiare dal momento che quei 5 minuti liberi che ho avuto li ho usati per andare in bagno e respirare. Arrivate le 20:30 spengo il computer (che è l'unica cosa in cui sono esperta là dentro) e metto a posto la miriade di post-it e liste e foglietti e cartellini e va bene taglio corto: tante cianfrusaie accumolate quest'oggi. Uscendo saluto Henry Fellimad e prendo l'autobus, trovo miracolosamente un posto a sedere pronto ad essere usato da me e scarto il panino che avevo iniziato a mangiare alle 8:00 pm gustandomelo come mai ho fatto.Arrivo a casa stanca come non mai e terrorizzata all'idea che domani mi sarebbe capitato qualcosa di simile. Mia madre mi dice:
-Lind allora come è andata? sei stanca ? hai fame? ti preparo un bagno caldo ? vuoi una cioccolata calda?sono simpatici i tuoi colleghi?-
-mamma ti rispondo in ordine : abbastanza bene,si,si,no altrimenti corro il rischio di addormentarmi nella vasca e affogare,no,non ho avuto tempo di conoscerli e poi aggiungo calmati!- in tutto questo mi levo le scarpe, tolgo i Carrera e mi dirigo verso il bagno,salgo lo scalino e mi fiondo davanti lo specchio per vedere come va la congiuntivite. Il collirio è funzionato, posso mettere il mascara (è il mio "trucco pesante"). Mentre tolgo le lenti a contatto chiedo a mamma:
-Ma quando mi avete adottato, per caso vi hanno detto che avevo una sorella che ne so' gemella?-
-Sai che non mi ricordo... aspetta che chiedo a tuo padre, William ma Lindsey ha una sorella che tu ricordi?-
-Bea, per quel che mi ricordo ha una sorella che è stata adottata il giorno dopo di lei-
-Grazie- rispondo io. Cavolo e se io e All fossimo gemelle? Uh, rabbrividisco all'istante, provate a pensare di vivere un esistenza più o meno felice per 27 anni e poi arriva una,così a caso, che è uguale a te esteticamente ma completamente diversa dentro.Per quanto io voglia non credere che lei sia mia sorella, non trovo il perchè mio padre mi avesse mentito,tanto per lui non cambia nulla, poi effettivamente siamo uguali e andare contro la genetica mi sembra veramente superbo ma per ora le possibilità sono sempre e comunque al 50%. Ora imposto la sveglia alle 4:30 in modo da essere puntuale anche domattina, comunque oggi ho scoperto che mi è stato assegnato qualcosa, ma non ho capito cosa.

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