-Trll trll trll trll-
Questo diabolico suono è la sveglia del mio cellulare. Come d'abitudine vado in bagno (con gli occhi ancora chiusi),guardo l'ororogio (serve come stimolante per il cervello, lo attiva), metto il latte sul fuoco, scelgo i vestiti (con tutta l'accuratezza che si può avere alle 4:30 del mattino), mangio al volo, vado in bagno per truccarmi (con un trucco abbastanza pesante:fondotinta e mascara),prendo la borsa,ci butto dentro tutto ciò che mi può servire,apro il cassetto dei calzini-Oh cacca, sono tutti in lavatrice,neanche un gambaletto o una calza, Dio aiutami-,vado da mia madre e cerco di aprire il suo cassetto dei calzini, il rumore di quest'ultimo-la mia collana-il mio respiro-una foglia che cade- fa svegliare mia madre che con la reattività di un bradipo mi indica dove cercare i gambaletti , meglio di niente, saluto mia madre,saluto mio padre, metto le scarpe e vado.Scendo le scale con tutta la velocità che ho e apro la porta del landrone,piove e allora cerco l'ombrello che dovrei avere in borsa,lo apro,è rotto,non fa niente,scendo le scale che mi separano dal cancelletto.Corro,la pioggia mi aggredisce,corro ancora e fisso l'orologio, il lampione che tutte le notti mi impedisce di dormire perchè davanti la mia finestra vedo che inizia a spegnersi ad intermittenza,si accende,si spegne,si accende,si spegne -no non spegnerti-,si accende-dai che devo aspettare proprio qua l'autobus-,si spegne,si accende,eccetera.Dopo venticinque minuti di ritardo arriva finalmente il bus e ci salgo sopra, l'unica cosa bella di prendere l'autobus a quest'ora è che c'è sempre posto.Quei minuti trascorsi seduta sul sedile davanti pregando il signore di far smettere la pioggia che cade,sembrano infiniti.Nel frattempo,oltre a contemplare un punto fisso davanti a me, mi chiedo che cosa mi sia stato assegnato,spero qualcosa di utile.Nuoto,salto,corro,inciampo,corro,nuoto,salto.Questo è lo schema di ciò che faccio per arrivare in ufficio dove Henry Fellimad mi saluta e Jamie Jaquiline mi insulta perchè sono arrivata in ritardo di 5 minuti.
5 minuti cavolo,non mezzora parliamo di un arco di tempo talmente piccolo per cui è ridicolo prendersela.
-Perchè? perchè sei arrivata così in ritardo?-
-Sono solo cinque minuti- dico io poggiando l'ombrello nel portaombrelli.
-Ti rendi conto che non deve succedere mai più?Neanche se ti rompessi una gamba,un braccio e la mandibola dovresti ritardare.-
-Ok-rispondo io con tono seccato
-Allora ti è stata assegnata una macchina privata con autista da utilizzare durante l'orario di lavoro.Ovviamente per venire e tornare ci devi pensare tu-
-Grazie-
-Ora, Lindsey vai a prendere i campioni di Louis Vuitton al 23esimo piano e poi porta da Macy i volantini della rivista. Corri-
-Si,subito-L'idea di non dover prendere i mezzi pubblici mi alletta alla grande e allora chiamo un certo Lu Xion Ci -è lui il mio autista-. Gli chiedo (salendo in ascensore fino al 23esimo) se mi avrebbe potuto accompagnare da Louis Vuitton ; risponde che sarebbe stato qui sotto dopo 20 minuti e così è stato.Salgo in macchina, Lu è molto simpatico e non centra molto con la moda eppure lavora come autista per All da molto tempo.Sapere di non essere l'unica a non centrar niente in quell'ambiente mi mette di buon umore e mi rassicura.Non è anziano,anzi; è più giovane di me,ma mi racconta di cose che neanche in 27 anni (contro i suoi 23 ) io ho fatto.Quando sono arrivata da Macy sopporto l'isterismo di una commessa, Betty,mi ricorderò questo nome.Consegno i volantini all'isterica e torno in ufficio. Entro con solo una parte del mio piede e già il telefono squilla, guardo il touch screen e il numero della mia forse gemella All sembra non aspettare, premo il tastino verde e non faccio in tempo a chiedere "Pronto?" che lei risponde:
- Sali subito, ora!- attacca e capisco che è una cosa importante.
Corro come un fulmine, l'ascensore non arriva, salgo 4 piani a piedi, sono morta .A quel punto richiamo l'ascensore che arriva per fortuna e ci vado dentro, canticchio qualcosa nervosamente, il viaggio sembra infinito, attraverso i corridoi neanche dovessi scappare da un pazzo con una motosega , la gente stranamente non mi fissa come per dire "dove corre questa pazza" ma sembra pensare "ecco l'esaurita delle 10:45", apro le porte di vetro, entro nell'ufficio di All e con un fiatone da corsa olimpionica mugulo:
-Che c'è?-
-Devi andare a prendere Mayla-il sorriso tradisce il punto interrogativo stampato sulla mia faccia.
-Il chihuahua di Tiffany- aggiunge.
-Ok subito!- Mi giro e vado.Avevo fatto tutto quel macello , per un chihuahua? No, scusa non è possibile,mi ha chiamato con un tono talmente tanto serio, e in oltre chi è Tiffany?Lo chiedo a Henry Fellimad!
-Henry, Tiffany?-
-La nipote, perchè?-
-Emergenza cane-
-Ah Mayla, ti capiterà spesso.-
-Dove va di solito?-
-Alla toletta-
-Grazie, sei un grande-
-Niente ora vai però- Aveva ragione, ho perso tempo devo sbrigarmi sempre qua, che palle.
Lu Xion Ci mi accompagna in una vera e propria SPA per cani, Mayla è la più viziata di tutti i lì presenti.
Consegno i documenti e firmo una delega scritta prima da All Collins.La mia giornata va avanti con questo ritmo di cose superficiali e inutili.
2 minuti alle otto p.m ,solo 32 minuti alla fine della giornata,Londra non fare la scema,non improvvisare un temporale e neanche una guerra civile tra colleghi/colleghe , fammi godere la vista della mia finestra seduta su questa sedia e mangiando un tramezzino prosciutto e formaggio caldo."No" è ciò che questa città risponde;finisco solo di mangiare in piedi,per qualche strana ragione mi chiama Jamie Jaquiline nella sua scrivania, mi parla anche, ma io annuisco senza ascoltarla: sono troppo stanca per capire il mondo intorno a me.
20:30(8:30 pm) : spengo il Mac con grande maestria , gusto ancora il sapore del prosciutto , scendo al piano terra e saluto Fellimad. Giro nella porta girevole color oro,attraverso la strada , prendo l'autobus, quasi quasi vado sopra, si dai per una volta.... Pioggia, un acquazzone, gocce a non finire.Tutto sommato arrivo a casa solo un po' zuppa,apro la porta con molta meno maestria di come uso il Mac,chiavi zuppe e borse grandi con me litigano.
-Ciao- strillo ai miei.
Nessuna risposta, che strano:
-Ciao- ottengo lo stesso risultato.
Sento dei rumori, il mio primo pensiero è : Il computer! Silenziosamente vado in bagno, tolgo le scarpe e prendo un ombrello, come un ninja vado in cucina, un altro rumore,merda sembra che i ladri stiano in camera di mamma, afferro un coltello sporco di limone e corro in punta dei piedi verso la stanza da letto,ancora suoni di metallo, oh Maria, Gesù e Giuseppe fa che sia il gatto, vi prego! I loro respiri si sentono e io ho paura, paura di morire.Entro, aiuto,aiuto,...
-Ferma!- strilla uno.
-Non accendere la luce-
-Ok-rispondo.
-Allora accendila tu-grido io.Perchè l'ho fatto?
-Bada ragazzina che ti sparo-
-Allora spara- al buio non mi prenderà di sicuro.
E lui spara. Il suono più inutile e rumoroso al mondo,direttamente sullo specchio in frantumi; io sono ancora viva ed è questo che conta,mamma e papà oggi uscivano ed è per questo che mi sembrava strano che la porta fosse chiusa senza mandate. Trattengo il fiato per sembrare che sia morta quando in realtà sono attaccata all'interruttore.
-Mark, è morta vai ad accendere la luce.- ho degli ottimi polmoni, ora capisco perchè ho fatto 8 anni di nuoto.Questo Mark si avvicina all'interruttore e io lo afferro per il collo, punto il coltello esattamente tra mento e gola, sento la sua pistola dentro la sua tasca e con la mano destra sfilo l'arma da lì dentro. Più l'uomo si dimena più il coltello si avvicina a bucare la pelle.L'ombrello l'ho lasciato cadere durante lo sparo, sembra un scena di un film.
-Mark accendi la luce- strilla l'altro.
-Se lo fa, lo uccido- chiarisco io
-Non ne hai il coraggio- è vero non lo farei mai, una feritina però si...
-Tu credi?- aggiungo
-Chiedilo a Mark che in questo momento ha un coltello tra mento e gola-
-Mark? è vero?- chiede lui
-Si- risponde con fatica l'uomo.
-Scendiamo a patti, tu lasci stare Mark e noi ce ne andiamo-
-E lasciate tutto sul letto ?-
-Si-
-Soldi compresi?-
-Soldi compresi-
-Allora no-
Lui spara, ancora.
-Ho anch'io la pistola, sai?-
-Davvero allora spara davanti a te-
-Alla cieca?-
-Si ragazzina, proprio così-
-Lo sai che potresti morire se ti colpisco?-
-Spara-
O dio, signore perdonami se puoi, capisco la gravità di questo atto, ti prego.
Punto al soffitto, non voglio uccidere nessuno; sparo.
-Hai fegato...-dice lui
-Sei stronzo...-dico io
-Coda di paglia, io mi guarderei alle spalle...-
-Perchè?-chiedo io...
Cazzo,stavo solo fantasticando, comunque entro in camera e, e...
-Guarda chi c'è?- accendo la luce.
-Mamma? che ci fai qua?Poi lei chi è???-
-Ma come non la riconosci? è zia Fregetta!!!- si certo, solo con 20 kg in più di silicone.
-Zia?-
-Tesoro, quando ho saputo che ora lavori nella moda, non ho potuto che venire qua da Parigi e congratularmi,...- la zia Fregetta abita a parigi da oltre 50 anni e ha un accento decisamente fastidioso.
-Finalmente hai lasciato stare il mondo noioso dell'informatica e hai preso la giusta strada...-
-No, ma, zia...- cerco di interromperla ma tanto non si ferma neanche di un micro millesimo di secondo.
-Ora ci possiamo scambiare consigli,tu ad esempio cosa preferisci della collezione di Chanel?...-
-Io..- cerco di infilarmi tra le sue parole.
-Sicuramente i cappelli, ti conosco.Ti ho portato anche un regalino- va verso la poltrona e prende uno scatolone impacchettato con un grosso fiocco viola al centro.
-Eccolo qua, aprilo su!-
Lo apro e trovo 3 tallieur : D&G, Armani e Chanel.
-Grazie zia!- ringrazio.Non sono una fanatica di moda però è stato un bel pensiero.
-Tu in quale hotel stai? Ti do una mano con le valige...-
-Lindsey, la zia rimane qui da noi!- aggiunge mamma
-e dove dorme?- contrabbatto io
-in camera tua e tu sul divano.- che gioia!
-Per quanto resti zia?-
-Un mesetto- un mese? un mese sul divano con una zia che disprezza tutto ciò che ami e che ama tutto ciò che odi? Mi vogliono male? Si!
-Io vado a sistemare le valige in camera tua, Lind- Ok.
La serata scorre tra cose inutili e altre cose futili, verso le 23 (11 pm) vado a dormire, sono stanca morta...daltronde sono in piedi da 18 ore e ne ho solo altre 4-5 di sonno.Buona notte