martedì 4 settembre 2012

Giorno numero 3

-Uh, tra pa ta , je suis très chic, uh tra pa te  j'aime Dior...-
Francamente come sveglia preferivo il mio cellulare che zia Fregetta che canta alle 4 del mattino.
Mi alzo dal divano e lei è attrezzata con una valigia/beauty-case  in bagno per truccarmi.
-No zia, dai...- dico io
-Ma tesoro!! Come puoi andare a lavoro con un outfit del genere!!-
-Zia dai, mi hanno preso è questo che conta!!-
-Lindsey, devi essere più  IN dell'essere IN! Tu sei mia nipote e mia nipote non va a  lavorare in una rivista di moda vestita male!- Adesso, io lo so che lei non se ne accorge e che lo fa per il mio "bene",ma non è così.
-Fallo per la zia su..-
-E va bene- sono troppo buona a volte, mi servirebbe essere più cattiva.
Dopo circa un ora di trucco, parrucco e "dress-up" sono pronta per andare.
Per fortuna oggi non piove altrimenti sarebbe stato abbastanza scomodo andare in giro con quei due spazzolini che mi ha attaccato come "ciglia finte".Corro,corro sempre e comunque cambia solo il tacco: da 0 a 12. Salgo sull'autobus come farebbe un ubriaca (non ne avrei tutti i torti con una zia del genere) e vado, sono puntuale oggi, 6.00 precise.Entro e Jamie Jaquiline  mi stava già aspettando , oggi non poteva dire niente, sono stata puntuale come un Rolex.
-Ok, oggi sei stata puntuale- Afferma lei.
-Grazie- ringrazio io salutando a gesti Henry Fellimad  che intanto è al telefono,lui mi risaluta.
-Ora sali a mettere queste riviste nel suo ufficio- mi ordina lei.
-In che ordine?-
-In ordine di pagine, prima quelle che ne hanno di meno e infine quelle che ne sono più numerose.
Saliamo,io , gli spazzolini e la pila di riviste che (tanto per cambiare) fanno il ballo di Sanvito.
In ordine di pagine? Io le mie riviste neanche le metto a posto, le butto dove capita, invece qui hanno un ordine prestabilito.Oggi la gente mi guarda pensando: oggi si è vestita bene l'esaurita delle 10:45!
Mentre stavo in ascensore diretta a portare dei campioni di Jimmy Choo, uno mi ferma e esclama:
-All Collins?- con una faccia sbalordita come se avesse visto Madonna fare la spesa e fare la fila al supermercato.
-No, sono Lindsey Kollack. Non sei il primo a scambiarmi per lei-
-Ci credo, potreste essere gemelle-
-Davvero?-come per dire "non ricordarmelo".
-Sei uguale, posso farti una foto e poi metterla su Twitter?- chiede
-No scusa, magari un altra volta, ma ho un paio esclusivo di Jimmy Choo ancora non uscite per All-
-Allora sei tu la nuova assistente,com'è guardare il capo e vedersi allo specchio?-
-Strano- rispondo io. Per fortuna arrivo al mio piano e saluto il tizio che se non fosse stato per l'ascensore , mi avrebbe sommersa di domande.
-Ecco le Jimmy Choo!- Esclamo io aprendo con la spalla la porta di vetro dell'ufficio di Collins e poi poggiandole sulla sua scrivania .
-Ho bisogno di 6 Giacche di Chanel , quelle scarpe che ho visto ieri e poi chiama Sturbucks per la pubblicità  in quarta pagina, digli che per quella in ottava non c'è problema , ma che per la quarta deve confermare entro le tre . Se chiede spiegazioni digli che anche Versace  ha chiesto per quella pagina.-
-Ok- rispondo io strapiena di cose da ricordare .
Dopo un ora e mezza avevo consegnato le giacche e chiamato per la pubblicità,ma non avevo ancora capito quali erano le "scarpe che avevo visto ieri".
13:30 (1:30 pm)
Risolto il problema delle scarpe, All non ha esitato a chiamare per chiedere a Diego Della Palma un campione di tutti i prodotti ancora non usciti,ha voluto che chiamassi Valeryanne De La Garde , una giornalista francese,per una recensione sulla collezione Autunno-Inverno di Armani.
Jamie Jaquiline mi continua a fissare la doppia C incrociata che ho sulla tasca della mia giacca nera, come se non si spiegasse il perché io sia passata da un maglione verde 5 euro al mercatino a un tallieur di Chanel.E' inutile che se lo chieda, non lo so nemmeno io .
Nel pomeriggio faccio una chiaccherata di 5 minuti con Henry Fellimad , lui sa il nome e il tessuto di cosa indosso mentre io posso dire solo che è nero e che è Chanel.
Verso sera All Collins mi parla di alcuni giornalisti tedeschi e altri russi che dovrebbero venire domani  per un servizio sull'ex Muro di Berlino che ovviamente si terrà in Germania ,  ma  si incontrano qua a Londra.In pratica li dovrò accogliere e fargli fare un giro per l'edificio poi accompagnarli nella sala riunioni e infine presentargli ogni nostro articolo su i loro paesi di provenienza .
Allegramente si fanno le 20:00 (8.pm) e io sono ancora in ascensore per consegnare al capo i campioni di profumi che si contenderanno la sponsorizzazione questa settimana.Ha vinto Chanel. Per fortuna arrivano le 20:30 (8:30 pm) e io corro a casa ,poi mi ricordo che Fregetta si è impossessata della mia stanza. Non ho più tanta fretta. Salgo sul bus e torno a casa.
21:35 (9:35 pm)
Scalino numero uno, scalino numero due , scalino numero tre, storta. Scalino numero quattro, scalino numero cinque , scalino numero sei, storta. Scalino numero sette, scalino numero otto,scalino numero dieci, storta; e via dicendo. Canticchiando "le chiavi non ce l'ho" suono il citofono e chi può rispondere?Zia Fregetta ovviamente!
-Si?- risponde lei.
-Sono io-
-Io chi?- ma è deficiente?
-Sono tua nipote!-
-Mia nipote chi?- ok è deficiente.
-Zia, sono Lindsey, ti ricordi, vivi nella mia stanza..-
-Oh si, entra!- Finalmente, ma chi credeva che fossi : il lupo mangia frutta?
Apro la porta accostata e trovo mia zia da sola a casa in preda a rivoluzionare il mio armadio con abiti dalle 400 sterline in su.
-Da oggi Lindsey ti vestirai così-  mi dice mostrandomi il mio armadio totalmente rivoluzionato e "alla moda".
-Zia ti ringrazio, ma non - mi freno, come posso dirle che lei ha sbagliato e che mi fanno schifo tutti gli abiti che mi ha comprato?
-Dovevi- continuo forzata .
-Tesoro, dovere! Avevi abiti da schifo. Non potevi andare a lavoro conciata con quello che avevi!- esclama lei indicandomi un poncho verde. Ok quello era come era, però era anche un ricordo!
-E dove li hai messi ? I vecchi abiti intendo...-
-Buttati-
-Zia! Ma come buttati?-
-Buttati, è questo che ho fatto. Ti servirebbe una cabina armadio...-
-Una cabina armadio?!?-
-Si certo, dove metto le borse e le scarpe? Per poi non parlare dei cappelli e dei guanti...-
-E dove la vorresti questa cabina armadio?- chiedo io sconvolta e incuriosita.
-Potremmo sacrificare una parte della stanza Hobby- aggiunge lei.
-Tua madre sarà felice di avere un posto per le sue scarpe!-
-Ma mamma non ha un sacco di scarpe!- esclamo io.
-Ma se sotto il letto è pieno di scarpe?!?-
-Prova a chiederle se vuole una cabina armadio- concludo io  arrendendomi alla marea.
Dopo un po' arrivano i miei , erano andati fuori a cena. Io stavo già dormendo (sul divano ricordiamocelo) e sento mio padre che dice: "No, non voglio una cabina armadio nella mia casa!" Io intanto penso "Vai alla grande papà!Continua così!". Mi riaddormento.